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Hamilton Leithauser & Rostam - Ho avuto un sogno che fossi mio
Grazie,
Grazie ai miei amici intenditori di musica del Vinyle Club per avermi chiesto di recensire un disco in cui appare il mio idolo, il mio eroe, l'uomo in cui vorrei reincarnarmi se la metempsicosi ci aspetta dietro l'angolo: Hamilton Leithauser.
« Ma chi è questo tipo? Ecco, Bensé ha perso la bussola » vi sento giurare dal mio divano, ancora attraversato dai brividi della scoperta di un'altra perla del mio newyorkese preferito. Leithauser è il cantante, leader dei Walkmen e, temendo di aver già esaurito il mio quota di superlativi per quest'uomo, citerò solo un nome di album: You & Me.
Tornando ai nostri argomenti, chi è Rostam? Rostam Batmanglij, cantautore e polistrumentista co-fondatore dei geniali Vampire Weekend. Dopo i tre successi con il gruppo e varie collaborazioni (Frank Ocean, Santigold, Dirty Projectors, Cass Mc Combs…), il virtuoso dal nome da supereroe iraniano e il carismatico cantante dalle vene sporgenti (se lo vedete mai cantare dal vivo capirete…) si scaldano a vicenda all'inizio del 2016 e danno vita a questo progetto che il vostro devoto servitore ha l'onore di presentarvi.
« Afro Doo Wap », « Calypso Blues »… chiamatela come volete questa collaborazione tra due delle più grandi anime della New York alternativa degli ultimi quindici anni.
Nel corso del disco, i pianoforti acustici infestati, gli armoniche dylani, la voce riverberata di Leithauser, i steel-drums, le organi, le batterie distorte e i clavicembali rinsammati si uniscono senza mai mangiarsi l'uno l'altro, proprio come la sublime « You ain't that young kid », gioiello a movimenti di oltre 5 minuti (cool!).
Il tempo che passa, la memoria, brutto filtro Instagram che ingiallisce le immagini di una Grande Mela eterna, sono i personaggi ricorrenti di questo grande phonogramma cinematografico.
Si comprende quindi il video della inaugurale « A 1000 times », e quel gruppo di bambini in avatar proustiani di Leithauser. « I retired » cantava due anni fa, canzone profetica o osservazione lucida di un uomo di 40 anni sull'inarrestabile gioventù dei millennial e delle loro generazioni successive?
È difficile durare in questo mondo, e Leithauser urla nell'oscurità gli addii alla sua vita passata, ai suoi fantasmi rifatti su misura da Rostam. Il gruppo storico del cantante gli aveva offerto il suo velluto più bello, Hamilton il diamante grezzo ora si orienta verso vetrine più sofisticate irradiandole con il suo inconfondibile splendore originale. E il duo sceglie l'eternità all'attualità, ben consapevole che "Essere nel vento significa avere il destino delle foglie morte"…
Ascoltate « In a Black Out », e guardate danzare mano nella mano, attorno a un falò crepuscolare, il Lupo Mannaro Leithauser, Leonard Cohen e i cori infantili inquietanti di Mozart, Requiem per i Walkmen. Potrete persino abbracciare i vostri cari nel 2017 al suono dell'ultimo 1959 e del suo Doo Wap chiaro-scuro, sublimato dalla voce spettrale di Angel Deradoorian (Dirty Projectors).
Andate, adagiate il diamante sul solco, attenuate le luci, chiudete gli occhi e immergetevi in quest'ode alla memoria perduta, ritrovata per il tempo di un disco, colonna sonora ideale del vostro anno in arrivo.
E ancora grazie Le Vinyle Club, non vedo l'ora che arrivi il mese prossimo…
Julien Bensé
| Marchio | Le Vinyle Club |
| Riferimento fornitore | 239621 |
| Colore | bianco/nero |
| Colore | Nero |